Con Facebook sull’orlo dei 500 milioni di utenti e Twitter che ha ne ha raggiunti 140 milioni viene spontaneo chiedersi qual è il valore di un fan o follower su entrambe le piattaforme per chi lavora con il Social Media.

Bene fino ad ora non ho avuto il piacere di poter leggere o sentire da esperti/guru/marketer come effettivamente tracciare i risultati ottenuti da fan e followers. Tuttavia oggi eMarketer ha pubblicato un articolo che mostra i risultati di una ricerca per gli Stati Uniti in cui si è chiesto:

1) Probabilità che un Fan o Follower di una marca proceda all’acquisto di un prodotto persso la stessa;

2) Probabilità che un Fan o Follower di una marca suggerisca ad altri la stessa marca/prodotto.

I risultati non sono particolarmente sorprendenti per quanto mi riguarda e dicono che per la prima domanda:

- il 37% dei rispondenti si dice propenso a comprare prodotti se follower di una marca su Twitter mentre solo il 17% dice lo stesso per Facebook;

- il 31% si dice neutrale per Twitter, mentre il 34% dice lo stesso per Facebook;

- il 49% non si dice propenso a comprare da una marca di cui è fan su Facebook, mentre il 32% dice lo stesso per Twitter.

Anche per la seconda domanda – approccio virale e passa parola – Twitter viene fuori vittorioso:

- il 33% dei rispondenti si dice propenso a suggerire una marca che segue su Twitter, solo il 21% per Facebook;

- il 35 % si dice neutrale per Twitter, il 32% per Facebook;

- il 47% non si dice propenso a suggerire una marca che segue su Facebook, mentre lo stesso vale per il 31% dei rispondenti per Twitter.

Molto chiaramente i risultati parlano di un vantaggio ottenuto sui follower di Twitter sia in termine di potenziale nelle vendite che per quanto concerne il virale/passaparola. La ragione per quanto mi riguarda è da attribuire direttamente al sistema con cui al momento si diviene fan o follower.

Per diventare un follower di qualcuno su Twitter infatti è di norma necessario volontariamente decidere di seguire qualcuno facendo click sulla voce “segui”.

Per diventare fan di qualcuno su Facebook non è purtroppo tutto così lineare. La volontarietà stessa del processo è messa in discussione, considerando che ci sono aziende che si occupano di “procacciare” fans in modi anche poco ortodossi. Un esempio classico è quello secondo cui gruppi creati per supportare personaggi famosi, prodotti o elementi popolari/divertenti che vengono creati proprio allo scopo di raggruppare volumi ingenti di fans e poi vengono misteriosamente rinominati dagli autori. Questo fa si che incosapevolmente l’utente che si era unito al gruppo “viva i gattini neri” si trovi a supportare da fan “ACME Co.”.

Oltre a questi sistemi estremi però c’è lo stesso pulsante “Like” o “Mi Piace” che una volta cliccato a lato di un articolo, video, messaggio, ecc. ci associa automaticamente come fan Facebook dell’entità proprietaria del pulsante.

Dati questi elementi quindi risulta facile capire come il livello di consapevolezza di chi segue qualcuno su Twitter favorisca l’engagement verso un marchio e i suoi prodotti, rispetto a quello che accade a chi finisce più o meno consapevolmente a supportare e seguire entità a volte sconosciute su Facebook.